GRETA THUNBERG, LA RAGAZZINA CHE HA SVEGLIATO IL MONDO (2a parte)

In un nostro precedente articolo abbiamo conosciuto la storia di Greta Thunberg, la ragazzina svedese fautrice di un imponente movimento di mobilitazione internazionale contro la mancanza d’impegno da parte delle forze politiche per contrastare il sempre più preoccupante fenomeno dei cambiamenti climatici. Proprio la sua iniziativa ha convinto lo scorso 15 marzo migliaia di studenti (e non solo) di un centinaio di nazioni diverse (per un totale di circa 2.000 città) a scendere in piazza per aderire allo Strike4Climate”, la prima manifestazione globale in favore dell’ambiente, per far sentire la propria voce ai capi di Stato e di governo.

Ma come ha fatto la Thunberg a raggiungere così tante persone in tutto il mondo? La forza di questa ragazzina è che parla di un tema delicato come il clima con l’incisività di chi dimostra di essere seriamente preoccupato e interessato al problema e con la fermezza di chi sa come vanno le cose senza aver bisogno di una laurea, e forse è proprio per questo che il suo messaggio, nella sua cruda semplicità, arriva a tutti. È dunque importante sapere cos’ha detto durante la COP24, la Conferenza sul cambiamento climatico organizzata dalle Nazioni Unite a Katowice (Polonia), conclusasi il 18 dicembre scorso e alla quale era stata invitata. Ecco il discorso pronunciato da Greta Thunberg (tradotto in italiano):

“Il mio nome è Greta Thunberg, ho 15 anni e vengo dalla Svezia. Molte persone dicono che la Svezia sia solo un piccolo paese e a loro non importa cosa facciamo. Ma io ho imparato che non sei mai troppo piccolo per fare la differenza. Se alcuni ragazzi decidono di manifestare dopo la scuola, immaginate cosa potremmo fare tutti insieme, se solo lo volessimo veramente.

Ma per fare ciò dobbiamo parlare chiaramente, non importa quanto questo possa risultare scomodo. Voi parlate solo di una crescita senza fine in riferimento alla ‘green economy’, perché avete paura di diventare impopolari. Parlate solo di andare avanti con le stesse idee sbagliate che ci hanno messo in questo casino, anche quando l’unica cosa sensata da fare è tirare il freno di emergenza. Non siete abbastanza maturi per dire le cose come stanno. Ma non mi importa risultare impopolare, mi importa della giustizia climatica e di un pianeta vivibile. La civiltà viene sacrificata per dare la possibilità a una piccola cerchia di persone di continuare a fare profitti. La nostra biosfera viene sacrificata per far sì che le persone ricche in paesi come il mio possano vivere nel lusso. Molti soffrono per garantire a pochi di vivere nel lusso.”

Sono parole pesanti, dure, e colpiscono perché a dire tutto questo è appunto una ragazzina di 15 anni, non uno scienziato. E fanno male, non solo perché la realtà è proprio quella che descrive lei, ma anche perché ci fa sentire tutti complici di questo disastro. Greta però, pur nella determinazione con cui punta il dito contro l’indifferenza che non sta facendo altro che contribuire a peggiorare il futuro delle generazioni a venire, vuole veicolare un messaggio positivo, portando ad un momento di riflessione su quanto ancora si possa fare per cambiare direzione senza perdere ulteriore tempo. Prosegue:

“Nel 2078 festeggerò il mio 75° compleanno. Se avrò dei bambini probabilmente un giorno mi faranno domande su di voi. Forse mi chiederanno come mai non avete fatto niente quando era ancora il tempo di agire. Voi dite di amare i vostri figli sopra ogni cosa, ma state rubando loro il futuro davanti agli occhi.

Finché non vi fermerete a focalizzarvi su cosa deve essere fatto, anziché su cosa sia politicamente meglio fare, non c’è alcuna speranza. Non possiamo risolvere una crisi senza trattarla come tale. Dobbiamo lasciare i combustibili fossili sottoterra e dobbiamo focalizzarci sull’uguaglianza, e se le soluzioni all’interno del sistema sono così impossibili da trovare, forse dovremmo cambiare il sistema stesso. Non siamo venuti qui per pregare i leader di occuparsene. Tanto ci avete ignorato in passato e continuerete a ignorarci. Voi non avete più scuse e noi abbiamo poco tempo. Noi siamo qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no. Il vero potere appartiene al popolo. Grazie.”

Con l’ultima parte del suo discorso Greta ha voluto far riferimento alle nuove politiche sul clima che alcune nazioni stanno iniziando a prendere in considerazione e mettere in atto, e in particolare alle energie rinnovabili, sottolineando che sono i cittadini che lo richiedono e che d’ora in avanti spetterà a loro dettare le regole per salvare il mondo. Successivamente alla COP24, la Thunberg ha partecipato anche al meeting annuale del World Economic Forum a Davos, in Svizzera, dove si è espressa così:

“C’è gente che dice che non stiamo facendo abbastanza per combattere i cambiamenti climatici. Ma non è vero. Perché per non fare abbastanza bisogna comunque fare qualcosa. E la verità è che non stiamo facendo praticamente niente. Certo, alcuni stanno facendo più di quello possono, ma sono troppo pochi o troppo lontani dal potere per fare la differenza. Alcuni dicono che la crisi climatica è qualcosa che abbiamo creato tutti. Ma anche questa è un’altra bugia comoda. Perché se tutti siamo colpevoli, allora non c’è nessuno da incolpare. Ma qualcuno va incolpato. Alcune persone, alcune aziende, alcuni politici in particolare sanno esattamente quali valori inestimabili stanno sacrificando per continuare a fare una quantità incredibile di soldi.

Voglio sfidare quelle aziende e quei politici a intraprendere azioni per il clima reali e coraggiose. A mettere da parte i loro obiettivi economici per salvare la vita futura dell’umanità. Non credo neanche per un secondo che accetterete la sfida. Ma voglio chiedervelo lo stesso. Vi chiedo di dimostrarmi che ho torto. Per il bene dei vostri figli, e per quello dei vostri nipoti. Per amore della vita e di questo incredibile pianeta. Vi chiedo di schierarvi dalla parte giusta della storia.”

Un modello di coraggio e una fonte d’ispirazione per i più giovani: Greta è la voce della verità, di una verità scomoda, che non può limitarsi a raccontare solo le crescite economiche, ma che deve informare la gente sulla gravità della situazione attuale. E magari è questa la direzione giusta affinché si possa attuare un vero cambiamento, che partendo dal basso porti finalmente a risultati concreti.

Samy Tliba

Rifiuti Speciali Area Reggio E.